I CANI DA SALVATAGGIO

SCSS – Scuola Cani Salvataggio Sardegna

I cani  che vengono utilizzati  per  affiancare l’uomo  nell’attività di salvataggio in mare possono appartenere  a tutte le razze, quindi non solo quelle che convenzionalmente vengono ritenute più adatte al soccorso nautico e incarnare meglio quello che è nell’opinione comune il cane da salvataggio come i terranova, labrador e golden.

I soggetti però dovranno essere accuratamente selezionati: saranno ritenuti idonei solo quei cani che possiederanno particolari doti fisiche e caratteriali. Innanzitutto il cane deve essere in perfetta forma fisica, possedere inoltre una grande acquaticità, un “amore” spontaneo e incondizionato per l’acqua nella quale dovrà sentirsi perfettamente a proprio agio, un istinto al nuoto, una forza e una resistenza alla fatica fisica che ovviamente richiedono una struttura corporea di media o grande taglia con un peso di circa 30 kg e comunque un fisico robusto e ben allenato.

Importanti e da non trascurare i requisiti caratteriali: il cane deve essere docile e socievole, non mordace o aggressivo, né con gli uomini né con i propri simili, perfettamente equilibrato  e possedere una buona tempra tale da sostenerlo nelle difficili prove dell’addestramento e nella sua attività di cane da salvataggio 

Dovrà essere disponibile verso il suo padrone nel quale vedrà sempre il suo immancabile punto di riferimento, disposto a seguirlo in ogni situazione, desideroso di compiacerlo e di lavorare al suo fianco.

Tali doti devono essere assolutamente presenti nel cane e “inscritte” nel suo patrimonio genetico anche se non necessariamente in maniera preponderante sarà poi l’addestramento ad esaltarle e rinvigorirle e a perfezionare le attitudini e abilità acquatiche del cane

Il cane rispetto all’uomo ha più resistenza e potenza è capace infatti di nuotare per diverse ore e può trainare più persone contemporaneamente o addirittura trainare un battello con più persone sopra e, inoltre, sfrutta le correnti marine che spesso mettono in difficoltà l’uomo .

Il lavoro in acqua è preceduto da un addestramento a terra, per poter lavorare in acqua il cane dovrà infatti già possedere una buona obbedienza di base. L’addestramento per il cane da salvataggio inizia prestissimo: per sfruttare pienamente la sua precoce capacità di apprendimento,già da cucciolo il cane verrà aiutato a prendere confidenza con l’acqua e giocare nella battigia con gli stessi giochi con i quali lavora anche a terra Dai sei mesi circa verrà iniziato a seguire e nuotare a fianco al padrone senza intralciarlo, quasi sempre in condizione di mare calmo, e il cane imparerà nuovi comandi pochi ma fondamentali che gli imporranno di girare intorno alle persone, di procedere in una direzione, di rientrare a riva. Con la crescita si pretenderà dal cane più impegno, le prestazioni richieste saranno sempre più precise e puntuali e le ore di lavoro sempre più lunghe e serie, il cane dovrà eseguire anche comandi gestuali fatti a distanza, entrerà anche col mare agitato e il rimorchio verrà effettuato su oggetti sempre più pesanti. Il cane dovrà abituarsi anche a stare su varie imbarcazioni, tuffarsi da esse e ritornarvi. L’intero percorso d’addestramento dovrà essere svolto gradualmente nel rispetto assoluto di quelli che sono i naturali tempi di apprendimento e di attenzione del cane che sono differenti rispetto a quelli dell’uomo, e tra i cani, variano in relazione all’età, alla taglia, alla razza e al carattere soggettivo dell’animale.

Il cane funge sempre da rimorchiatore permettendo  al soccorritore di risparmiare preziose energie sia nella fase di avvicinamento alla persona in difficoltà, sia in quella di rientro a riva quando, stanco e provato dalla impegnativa operazione  di soccorso, può attaccarsi al cane e dedicarsi così a tranquillizzare l’annegato.

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